Quanto si prende per una segnalazione immobiliare?

Nella prassi italiana una segnalazione che porta a una compravendita conclusa viene compensata fra il 10% e il 25% della provvigione incassata dall’agente — non del prezzo dell’immobile. La percentuale sale quando la segnalazione è qualificata: cliente già deciso a vendere, immobile già identificato, introduzione diretta. Il compenso va concordato per iscritto prima della presentazione, e il suo trattamento fiscale dipende da quanto spesso lo fate: una segnalazione isolata e un’attività continuativa seguono regole diverse.

Quanto vale una segnalazione

Dal 10 al 15% per una segnalazione semplice: dite a un agente che una certa persona potrebbe vendere, e da lì in poi non partecipate.

Dal 15 al 25% per una segnalazione qualificata: il cliente ha già deciso, vi ha chiesto lui un riferimento, e lo presentate personalmente. La differenza non è formale — un agente che riceve una persona già pronta risparmia mesi di acquisizione.

Oltre il 25% si esce dalla segnalazione ed è di norma il segno che state facendo qualcosa di più, il che riporta al confine con la mediazione.

Il riferimento è sempre la provvigione effettivamente incassata dall’agente, non il prezzo di vendita. Su un immobile da due milioni con provvigione al 3%, una segnalazione al 20% vale milleduecento euro ogni centomila di prezzo — conviene fare il conto prima, perché le due basi danno numeri molto diversi.

Cosa scrivere nell’accordo

Chi è stato segnalato e quando. Nome e data: è l’unica cosa che conta se in seguito si discute su chi ha portato chi.

Su cosa si calcola il compenso, e cioè sulla provvigione incassata. Va detto perché è la fonte più comune di fraintendimento.

Quando si paga. Alla percezione della provvigione da parte dell’agente, che di norma è il rogito. Se l’agente incassa in due momenti, si dice se il compenso segue la stessa cadenza.

Per quanto tempo vale. Se la persona segnalata non vende subito ma vende con quell’agente diciotto mesi dopo, il compenso è dovuto? Ventiquattro mesi è un periodo usuale, ma la regola è che va scritto.

Cosa succede se il cliente compra invece di vendere, o viceversa. Le segnalazioni producono spesso operazioni diverse da quella attesa.

La parte fiscale, in sintesi

Questo è il punto su cui è necessario un parere del proprio commercialista, perché dipende dalla vostra posizione complessiva. Quello che serve sapere per porre la domanda giusta è la distinzione di fondo.

Segnalazione occasionale: una tantum, non organizzata, senza continuità. Rientra fra i redditi diversi e si documenta con una ricevuta per prestazione occasionale, con ritenuta d’acconto.

Attività abituale: se le segnalazioni diventano una fonte ricorrente di reddito, l’occasionalità viene meno e servono partita IVA e il relativo inquadramento.

La soglia non è solo un importo: contano la frequenza, l’organizzazione e la sistematicità. Due segnalazioni l’anno e due al mese non sono la stessa cosa anche a parità di incasso.

Va anche detto che il compenso deve rispecchiare un’attività realmente svolta: un accordo costruito per far apparire segnalazione ciò che è mediazione non regge, né verso l’altra parte né verso l’amministrazione finanziaria.

Come funziona Realux

In Realux i professionisti che segnalano hanno un accordo scritto: cosa vale la segnalazione, su quale base si calcola, quando si paga e per quanto resta valida. È fissato prima della presentazione, non discusso a operazione conclusa.

La segnalazione resta tracciata con la sua data, quindi non c’è discussione su chi ha portato chi, ed è la stessa ragione per cui un accordo scritto conviene anche fuori dalla rete.

Vedi l’accordo per i consulenti

Domande frequenti

Si calcola sul prezzo dell’immobile o sulla provvigione?
Sulla provvigione incassata dall’agente. È la prassi, ed è anche l’unico criterio sostenibile: il segnalatore ha contribuito al lavoro dell’agente, non al valore dell’immobile. Accordi calcolati sul prezzo di vendita producono cifre fuori scala e di solito non vengono onorati.
Serve la partita IVA per ricevere un compenso di segnalazione?
Non per una segnalazione genuinamente occasionale, che si documenta con una ricevuta per prestazione occasionale. Serve quando l’attività diventa abituale, e la valutazione dipende da frequenza e organizzazione più che da un singolo importo. È esattamente la domanda da porre al proprio commercialista prima di accordarsi.
Se il cliente vende due anni dopo, mi spetta ancora qualcosa?
Solo se l’accordo lo prevede. Senza un periodo di validità scritto, la segnalazione si esaurisce e non c’è nulla da far valere. Ventiquattro mesi è una durata usuale, ma qualunque periodo va bene purché sia concordato prima.
Posso ricevere un compenso se sono un professionista iscritto a un albo?
Dipende dalle regole deontologiche del vostro ordine, che su compensi ricevuti da terzi in relazione a clienti propri possono essere più severe della legge generale. È una verifica da fare prima, non dopo: alcune professioni richiedono quantomeno che il cliente sia informato.