La prova della disponibilità economica si chiede dopo aver stabilito un rapporto e prima di far entrare qualcuno in casa di un cliente.
Non alla prima telefonata, e mai dopo la visita.
Sono quattro le forme che è accettabile ricevere, e una sola la frase con cui si chiede.
Detta nel modo giusto non offende, perché non riguarda la persona: riguarda l'impegno che il venditore ha preso a non far entrare estranei non verificati.
Sotto ci sono la frase che funziona, le quattro cose che è accettabile ricevere, e come si tratta quel documento dopo.
Come si chiede
La frase che funziona sposta la responsabilità sul proprietario, dove sta davvero.
«Il proprietario ha chiesto che le visite avvengano solo con acquirenti verificati. È una prassi che applichiamo a tutti. Serve un documento della banca o del suo consulente che confermi la disponibilità, e può oscurare tutto il resto.»
Nessuno si offende per una regola che vale per tutti. Ci si offende per un sospetto personale.
C'è anche un argomento che chiude la questione quando qualcuno resiste: il notaio verificherà comunque l'origine dei fondi, perché gli obblighi antiriciclaggio glielo impongono.
Stanno nel decreto legislativo 231 del 2007 e comprendono l'identificazione del cliente e la verifica della provenienza del denaro.
Chiederlo prima non aggiunge un controllo. Lo anticipa.
Le quattro cose che è accettabile ricevere
Una lettera della banca o del gestore patrimoniale che conferma la disponibilità, senza numeri di conto.
Un estratto con tutto oscurato tranne saldo, data e intestazione.
Una lettera del consulente o dell'avvocato che conferma per conto del cliente.
Una delibera di mutuo, se l'acquisto è finanziato.
Si può oscurare numero di conto, movimenti, altri saldi, indirizzo, codice fiscale. Serve sapere che la cifra c'è, non da dove viene.
Quando chiederla
Dopo la seconda conversazione, quando c'è un immobile preciso e una data di visita.
Sempre prima della visita. Chiederla dopo suona come un ripensamento.
Su immobili importanti, prima di trasmettere l'indirizzo.
Le altre due domande da fare nello stesso momento stanno in le tre domande che dicono se un acquirente sta cercando davvero, e conviene farle tutte insieme all'inizio invece di estorcerle una alla volta.
Come si tratta dopo: la parte che espone
Non inoltrare il documento al proprietario. Confermi tu, per iscritto, che la verifica è stata fatta.
Non tenerlo nelle chat. Archivio dedicato, accesso limitato, cancellazione dopo un periodo dichiarato.
Quei dati sono dati personali, e conservarli senza una ragione e senza un termine è un trattamento che va giustificato: le indicazioni stanno sul sito del Garante per la protezione dei dati personali, e cosa si fa in pratica sta in come proteggere i dati di un acquirente.
Dillo all'acquirente prima che te lo mandi: chi lo vedrà, dove resta, per quanto.
Sapere questo trasforma una richiesta invadente in una procedura professionale.
Cosa fare quando rifiutano
Qualche volta è un no definitivo, ed è un'informazione.
Molto più spesso è però una questione di forma: offri la lettera della banca invece dell'estratto, oppure la conferma del consulente invece del documento.
Un acquirente vero trova un modo. Chi non ne trova nessuno ti ha appena risparmiato un pomeriggio.
La prova: se non sai dire a memoria quale delle quattro forme hai accettato l'ultima volta, non hai una prassi.
Quanto basta mostrare, forma per forma, con i modelli da usare, sta in la prova dei fondi dell'acquirente.
Dove entra una rete privata
La conversazione più comoda è quella che non devi fare.
Realux è una rete privata di matching immobiliare off-market: mette in contatto gli immobili non pubblicizzati con gli acquirenti qualificati seguiti dagli agenti immobiliari selezionati della rete.
Gli acquirenti che entrano sono verificati su identità, esigenza, budget, tempi e disponibilità dei fondi prima di essere messi in circolo, e sulle richieste dall'estero si aggiungono i controlli antiriciclaggio.
Quando una richiesta corrisponde a un tuo immobile, quella verifica è già stata fatta da qualcun altro.
Domande frequenti
Come si chiede a un acquirente la prova dei fondi?
Spostando la ragione sul proprietario: le visite avvengono solo con acquirenti verificati, è una prassi che vale per tutti, e il documento può essere oscurato tranne saldo, data e intestazione.
Quando va chiesta?
Dopo la seconda conversazione, quando esiste un immobile preciso e una data di visita, e sempre prima della visita. Su immobili importanti prima di trasmettere l'indirizzo.
Quali documenti sono accettabili?
Una lettera della banca o del gestore patrimoniale, un estratto con tutto oscurato tranne saldo e intestazione, una conferma del consulente o dell'avvocato, oppure una delibera di mutuo.
È legittimo chiedere documenti economici a un acquirente?
Sì, e il notaio li verificherà comunque per gli obblighi antiriciclaggio del decreto legislativo 231 del 2007.
Chi li raccoglie però tratta dati personali, quindi serve un motivo, un accesso limitato e un termine di cancellazione dichiarato.
Cosa fare se l'acquirente si rifiuta?
Offrire una forma diversa: la lettera della banca invece dell'estratto, o la conferma del consulente.
Un acquirente vero trova un modo, e chi non ne trova nessuno ha risparmiato un pomeriggio.
Se preferisci ricevere richieste in cui quella verifica è già stata fatta, la rete lavora con gli agenti selezionati.
Dalla tua parte,
Aurelia
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