Come a 25 anni ho cresciuto
un’agenzia da €2M
a €10M di venduto.
2 reti di fiducia a 2 chilometri che non si parlavano.
Sono cresciuta dentro questo mestiere, e poi l’ho fatto sul serio, anche fuori dall’Italia. Quello che ho capito presto è che nell’immobiliare di pregio non manca il talento: manca il sistema.
Capire che serviva un metodo, che la cura del cliente non è un dettaglio e che le relazioni sono la parte che decide, mi ha permesso a 25 anni di aver chiuso oltre 50 milioni di dollari di vendite.
Poi, da direttrice, ho visto il problema vero: ottimi immobili e ottime reti locali, ma nessuna struttura per servire davvero una clientela internazionale. 2 reti di fiducia a 2 chilometri di distanza che non si parlavano.
Da 2 a 10 milioni di venduto.
Ho lavorato sull’agenzia come si lavora su un’impresa. Ho sistematizzato i processi, e l’ho portata da 2 a 10 milioni di venduto.
Quando ha funzionato, la domanda è diventata un’altra: perché dovrebbe restare dentro una sola agenzia?
L’agente immobiliare è un imprenditore.
Ho deciso che quello che aveva funzionato lì doveva essere accessibile alle altre agenzie che vogliono davvero crescere.
Credo che l’agente immobiliare sia un imprenditore. Conoscendo i nostri agenti ho visto persone che si sono costruite da sole, che si sono date molto da fare, e che spesso hanno tutto tranne l’infrastruttura.
Voglio dargli la forza, la rete e la tecnologia per ottenere il meglio da un lavoro che li tiene a stretto contatto con persone meravigliose.
La tecnologia che usiamo non serve a sostituire nessuno. Serve a farli continuare a coltivare le loro relazioni, e a chiudere più vendite.
Nel lusso, l’esposizione pubblica non aggiunge valore. Lo toglie.

